Decolonialità; Traduttori e interpreti di lingua dei segni; Libras (Lingua brasiliana dei segni)

Autori

  • Eduardo Felipe Felten Universidade de Brasília

Abstract

Questo articolo offre una riflessione critica sull'operato dei Traduttori e Interpreti di Lingua dei Segni (TILS) in Brasile e in America Latina attraverso la lente degli studi decoloniali. Il testo esamina come il prospettivismo occidentale eurocentrico abbia istituito norme di 'civiltà' e 'sapere' che hanno emarginato le epistemologie del Sud Globale, alimentando fenomeni quali l'audismo e l'epistemicidio. Attraverso una rassegna bibliografica di studi pubblicati tra il 2021 e il 2025, il lavoro analizza come la colonialità del potere linguistico modelli ancora l'educazione dei sordi, imponendo la lingua orale come norma e subalternizzando la Libras. Vengono presentati esempi di resistenza decoloniale, come la de-russificazione della lingua dei segni in Ucraina e i movimenti di 'de-portoghesizzazione' della Libras in Brasile, che rivendicano l'autonomia delle comunità sorde. L'articolo sostiene la necessità di decentrare i modelli uditocentrici e di riconoscere i sordi come soggetti epistemici, valorizzandone identità, culture e intersezionalità. Si conclude che la decolonialità nell'ambito della traduzione e dell'interpretariato emerge come un atto politico di 'ri-esistenza', che sfida i paradigmi universali e promuove l'empowerment linguistico e culturale del popolo sordo.

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Pubblicato

2026-08-29

Fascicolo

Sezione

Artigos